Home Archivio Articoli 2008 Il 28 aprile ho contratto matrimonio
Il 28 aprile ho contratto matrimonio PDF Stampa E-mail
Scritto da Marcello de Angelis   
Sabato 17 Maggio 2008 15:09

Il 28 aprile ho contratto matrimonio e questo, di per sé, non credo sia una notizia. E’ diventata tale perché sono stato sposato da Alemanno subito prima della sua proclamazione a sindaco. Ovviamente anche questo non sarebbe stato sufficiente a fare una notizia. Il corriere della sera però è riuscito a farne un pezzo su due giorni consecutivi.

Gli elementi “sensazionali” sono stati rinvenuti nel fatto che io sia un “ex-terza posizione” e che mio fratello Nanni fosse morto in carcere 28 anni prima.

Il giorno successivo ho incontrato il giovanissimo cronista autore del pezzo e gli ho chiesto che cosa c’entrasse la morte di mio fratello con il mio matrimonio. Mi ha risposto con una lieve prosopopea che “era una notizia”. Dall’alto della mia misera esperienza giornalistica ho azzardato l’opinione che forse il mio matrimonio potesse rappresentare una “notizia”, ma che un fatto avvenuto 28 anni prima non lo fosse.

Visto che il ragazzo non era intenzionato a prendere lezioni tecniche da me, ho provato a fargli presente che, sempre a mio avviso, i giornalisti avessero una responsabilità civica che è quella di informare il pubblico e non dovrebbero utilizzare invece la professione per far star male quelli che ti stanno antipatici e sleccazzare quelli che ti stanno simpatici e, nello specifico, gli ho fatto presente che il suo pezzo era stato un brutto colpo per il mio anziano genitore, da sempre lettore del corriere, che mentre si apprestava a partecipare al lieto evento del matrimonio del suo secondogenito, si è visto ricordare l’evento più luttuoso della sua vita, il che gli ha rovinato la giornata. Non potendomi rispondere “chi se ne frega di tuo padre”, il giovane collega mi ha risposta che tanto un dolore così grande i miei genitori non lo supereranno mai, quindi…

Potremmo finirla qui se non fosse che, pochi giorni dopo, mi sono ritrovato un gran numero di giornalisti alla giornata conclusiva di un seminario da me organizzato in Abruzzo insieme a Maurizio Scelli, ex presidente della Cri. Purtroppo anche lì era prevista la presenza di Alemanno, quindi l’attenzione dei media è stata alta. Il seminario è stato presentato come una riunione catacombale di militanti di estrema destra (con buona pace del povero Scelli) e l’ex monastero cistercense dove si è svolto è diventato un “castello dell’ordine”.

In attesa di Alemanno ho dibattuto con il fotografo mandato dal corriere della sera che chiedeva a varie persone di fargli vedere se avevano la celtica al collo per fotografarla. Gli ho chiesto perché stesse facendo questa cosa fastidiosa e lui mi ha ovviamente detto che era stato mandato lì per fare questo. Il giornalista che lo accompagnava non mi ha trovato affatto simpatico, ma io mi sono comunque impegnato nella mia solita petulante conversazione sulla deontologia e la missione civica dei giornalisti riprendendo anche dalla vicenda del mio matrimonio. Mi ha così spiegato che la ricerca compulsiva di croci celtiche ovunque vi sia odore di Alemanno deriva dal fatto che Daria Bignardi lo “costrinse” a mostrare la sua alle “invasioni barbariche” e che è legittimo ritenere che io organizzi riunioni neonaziste perche sono un ex-terza posizione.

Per spiegargli che a mio avviso non è da signori mettere in mezzo le cose private e che si può fare informazione in altro modo, ho risposto che Alemanno porta al collo un ricordo di un amico assassinato dai comunisti e che lui si è guardato bene di rispondere alla Bignardi che quelli che hanno ucciso il ragazzo erano ex-lotta continua e cioè appartenenti al gruppo di suo suocero, accusato dell’omicidio Calabresi. Era mia intenzione spiegargli che, appunto, io non scriverei mai simili cose per ferire la Bignardi, mentre loro lo facevano con me. Il collega su questo punto si è molto infastidito e mi ha accusato di essere cattivo con la Bignardi e voler tornare alla censura.

E sia, finita la discussione. Per concludere gli ho però ribadito che non è onesto fare la “cernita” dei fatti da esporre quando si parla di una persona e, ovviamente con intento sardonico, gli ho fatto presente che, oltre a citare il fatto che sono stato due anni a terza posizione, per completezza di informazione andrebbe anche scritto che ho fatto dodici anni lo scout…

Ovviamente parte di questa conversazione è finita sui giornali del giorno dopo perché, come mi ha ricordato in quel frangente Antonello Caporale della repubblica, quando parli con un giornalista non puoi pensare che stai parlando con una persona, ma devi ricordare che è sempre un giornalista, quindi quello che gli dici anche in forma privata te lo ritroverai stampato.

Nei giorni successivi ho ricevuto numerose telefonate di colleghi “amici” che mi consigliavano di smetterla di polemizzare con quelli del corriere, che se mi prendevano di punta potevano farmi molto male…

Immancabile è arrivato l’ulteriore “avvertimento”, nientemeno su Io Donna, dove, in dieci righe, il guru Claudio Sabelli Fioretti dice che non mi devo “adontare” se qualcuno mi ricordo il mio passato e dice che terza posizione è stata “una delle peggiori organizzazioni dell’estrema estrema destra in competizione coi Nar”, mi irride per aver detto la famosa battuta in cui invito a ricordare che ho fatto anche lo scout, cita, indebitamente e senza giustificazione, il fatto che io abbia rimarcato che la Bignardi è la nuora di Sofri e conclude infine con un “avvertimento” ad Alemanno affinché cambi amici.

In primis, pur consapevole che chi scrive non sempre ha tempo di leggere, devo precisare, per dovere di cronaca – cioè quello che dovrebbe fare un giornalista – che se qualcuno volesse documentarsi scoprirebbe senza ombra di dubbio che terza posizione è stata assolta da tutte ed ognuna imputazioni nel processo di cassazione che ha sancito che si trattava di una organizzazione legale e legittima che non ha compiuto alcunché di penalmente censurabile. Inoltre la “competizione coi Nar” – e Sabelli non può non saperlo – consisteva nel fatto che i Nar hanno tentato di eliminarci fisicamente perché, a loro dire, “impedivamo la lotta armata”.

Forse eravamo antipatici anche a quelli di Lotta continua, ma questo non giustifica che la storia giudiziaria venga capovolta perché fa piacere ad un gruppo di potenti giornalisti.

In secundis, mi spiace che quello che io non avrei mai scritto per rispetto umano e professionale nei confronti di Daria Bignardi e di Luca Sofri e che ho detto, ribadisco, in una conversazione privata per far capire, con un esempio “specchiato” a chi non voleva sentire ragioni, come fosse assurdo strumentalizzare i fatti privati, sia finito stampato da uno che è evidentemente così accecato dalla propria superiorità intellettuale da non rendersi conto che ha fatto una cosa cretina.

Infine mi tocca ribadire che non è con le minacce o gli “avvertimenti” che accetterò di stare zitto. Quando a tredici anni andai al liceo, mi avvicinarono tre ceffi (sempre di Lotta continua…) e mi dissero di non mettermi in testa di fare politica, come già faceva mio fratello, perché mi avrebbero fatto fare tre mesi di ospedale. Questo indusse me, che avevo simpatie socialiste, a correre ad iscrivermi al Fronte della Gioventù. Due di quei figuri oggi fanno i giornalisti, sono anche loro “ex” e oggi mi “consigliano” di non espormi alle rappresaglie giornalistiche…

Io so di non contare un granché politicamente e che le attenzioni nei miei confronti sono solo determinate dalla convinzione, a mio avviso sciocchina, di poter usare me per nuocere al sindaco di Roma.

Alemanno non mi sembra il tipo da farsi terrorizzare dalle pallottole di carta.

Io, per quanto mi riguarda, insisto a dire, anche se nessuno è obbligato a darmi ascolto, che il giornalismo ha un ruolo importante nel creare atmosfere positive e nel consentire ai cittadini di formarsi un’opinione che gli permetta di leggere la realtà e partecipare alla politica. I killeraggi, gli “sputtanamenti”, le mistificazioni e i giochi di prestigio con il detto e non detto per modificare l’immagine delle cose senza per questo scrivere il falso, non sono attività essenziali per essere un buon professionista. Ma, ben inteso, potrei anche sbagliarmi.

Ultimo aggiornamento ( Sabato 24 Maggio 2008 12:27 )