| Scritto da Marcello de Angelis ,
01-03-2007 02:00
|
Pagina vista : 1178  |
Pubblicato in : , Articoli 2007 |
Pare che abbiamo nuovamente un governo. Solo qualche giorno prima che ci accingessimo ad andare in stampa non lo avevamo più e non eravamo particolarmente rattristati. Il nuovo-vecchio governo non sarà - checché ne dica Fassino - lo stesso di prima: ci sarà la sinistra veterocomunista e quella neo o post-comunista, i radicali liberal filoamericani e sostenitori di pacs ed eutanasia e i cattolici critici, neodem, ex-democristiani e più o meno avversi ad eutanasia e pacs-dico, i verdi anti-opere pubbliche e anti-ricerca energetica e insomma anti-tutto, assieme alla brigata geriatrica garante degli interessi della Prima repubblica, ma ora c’è anche Follini, il che è una vera rivoluzione… Almeno per lui.
C’è chi sostiene che sia il solito circo equestre, chi lamenta che il mercimonio di voti di singoli senatori sia un’offesa alla democrazia e che il salto di Follini sia un tradimento nei confronti dei suoi elettori, ma tant’è, anche Andreotti ha detto che la fiducia si voterà e tanto basta. Tanto basta per tenere in sella Prodi per altri mesi - sei, dodici, ventiquattro? - probabilmente quanto basta per varare una nuova legge elettorale e tornare alle urne, o forse quanto basta per arrecare danni irrimediabili al tessuto sociale e produttivo della nostra sfortunata Italia. Non c’è molto altro da scoprire sulla coalizione che domina la nostra Patria , si è già palesata in tutte le sue caratteristiche, vocazioni e tendenze, vizi, manie e paranoie. Per sei mesi la priorità è stata come estorcere agli italiani soldi sufficienti a restare a galla per i prossimi tre anni, vessando non solo le imprese e i professionisti, ma anche le amministrazioni locali e i singoli nuclei familiari. Realizzata la Finanziaria più punitiva della storia patria e scontentati tutti gli italiani (inclusi alcuni ministri e sottosegretari), si è passati a fissare l’attenzione della politica e dei media sull’altra imprescindibile esigenza del popolo italiano… La casa? No! Il lavoro? No! La salute? No! I matrimoni tra omosessuali (o chiunque altro, per una ragione o per l’altra e potendo già sposarsi in chiesa o in comune o scegliere una regolare convivenza, inspiegabilmente abbia bisogno di una quarta soluzione…), che secondo le promesse/minacce del ministro Bonino, dovevano essere varati entro la fine di gennaio, altrimenti… Altrimenti è caduto il governo e inizialmente pareva che ci fosse da parte di Prodi l’assicurazione che sui dico/pacs avrebbero fatto un passo indietro (per recuperare Andreotti, non perdere Mastella e conquistare Follini), ma è già arrivato il contrordine anche su questo. In questi undici mesi il governo Prodi ci ha dato molto: più tasse, più droga, più violenza, più clandestini… un bel lavoro davvero. Il primo impegno di Prodi è stato quello di azzerare, come promesso, le riforme fatte dal governo del centrodestra. La prima legge che doveva essere sradicata era la Fini-Bossi, cioè la legge relativa alle problematiche connesse all’immigrazione: arginare quella clandestina, il controllo identitario degli immigrati, l’espulsione degli stranieri colpevoli di crimini e così via. La legge, additata come razzista e repressiva, doveva sparire da subito, ma è stato lo stesso ministro degli Interni Amato a dichiararla unico strumento per arginare il rinnovato afflusso di clandestini, richiamati in massa in Italia dalle prospettive di impunibilità. C’era poi la legge Fini-Giovanardi sul possesso di stupefacenti, che con una riuscitissima campagna di mistificazione è stata da tutti interpretata come una legge secondo la quale sarebbe finito in carcere qualsiasi ragazzino trovato in possesso di uno spinello… I dati forniti dall’amministrazione penitenziaria hanno dimostrato che invece, con questa legge, gli arresti sono diminuiti vertiginosamente, perché è diminuita la detenzione, ma la mistificazione ha permesso a Livia Turco di raddoppiare la dose consentita. C’era anche il decreto Pisanu sulla sicurezza negli stadi, restato lettera morta finché non è stato ucciso a Catania l’ispettore Raciti, allora il decreto è tornato in auge, anzi è stato considerato troppo morbido… E poi le “nuove Brigate rosse”. Nuove? Quando un’organizzazione lancia una nuova campagna militare ogni cinque anni è “nuova” o è sempre la stessa, che per connivenza o imperizia non si è mai voluto realmente sradicare? L’estrema sinistra non ha mai lasciato le armi. E perché dovrebbe, quando può addestrarsi nei centri asociali, con tanto di finanziamenti da parte dello Stato (cinque milioni di euro l’anno secondo l’ultima Finanziaria)? All’opposizione che ha presentato un ordine del giorno dove si chiedeva che quei soldi non finissero a chi fa smercio di stupefacenti o utilizza pratiche violente e illegali e gestisce luoghi dove ci sia discriminazione ideologica, religiosa o razziale, la maggioranza di governo ha votato contro… Quindi sanno perfettamente chi stanno finanziando! Li guardano certo con simpatia perché, al peggio, si sfogano sui fascisti. Illusione irresponsabile: anche negli anni Settanta cominciarono sparando sui missini, finirono per ammazzare sindacalisti della Cgil e politici democristiani. La storia si ripete. Noi staremo a guardare? |