| Scritto da Marcello de Angelis,
27-05-2009 11:52
|
Pagina vista : 1926  |
Pubblicato in : , Articoli 2009 |
Quando il presidente del Consiglio - affrontato in conferenza stampa a L’Aquila con domande retoriche sui suoi rapporti con minorenni o sue eventuali dimissioni in seguito alla condanna sul caso Mills - ha risposto in modo un po’ ruvido ai giornalisti di Repubblica e Unità, lo stupore di questi e dei loro colleghi è stato sincero.
La maggior parte dei giornalisti presenti ha addirittura manifestato sbigottimento e shock per il modo in cui un misero capo di governo ha osato mancare del dovuto rispetto a una loro collega. Segno evidente che alla base della sindrome di onnipotenza della maggioranza dei nostri operatori dell’informazione non ci sia malafede, ma una reale mala-educazione. Sembra a tutti legittimo e anzi doveroso e persino divertente che, al responsabile di un esecutivo che relaziona la stampa sull’operato del governo sul drammatico e luttuoso terremoto che ha colpito L’Aquila, si chieda della sua vita privata e dei suoi rapporti con l’altro sesso. Ancor più grave è il fatto che il tentativo di Silvio Berlusconi di far comprendere che la sua stizza fosse vieppiù motivata dal danno di immagine che questo giornalismo scandalistico arreca all’intera nazione, sia caduto nel vuoto. Eppure il dato più grave è proprio questo. Ricordiamo tutti con disgusto e fastidio l’irresponsabile e volgare apprezzamento rivolto dal sindaco di Parigi Bertrand Delanoe al sindaco di Roma, ma forse non tutti ne hanno compreso la dinamica. Delanoe, dinanzi a una platea di simpatizzanti del Pd, aveva ricordato il buon rapporto che legava lui stesso e la capitale francese a Veltroni e a Rutelli, sostenendo che tale rapporto non potesse continuare con un sindaco come Alemanno che, a suo dire, aveva festeggiato la propria elezione con “saluti romani”. Per molti di noi potrebbe essere apparsa un’affermazione semplicemente idiota, per la quale l’Italia ha preteso giustamente scuse ufficiali, ma per coloro che frequentano ambienti esteri, o ne seguono i media, è facile rendersi conto di quanto il problema sia più radicato e più esteso. Il sindaco Delanoe, infatti, era a suo modo in buona fede. Il suo non voleva essere un attacco politico o un colpevole vilipendio perché, come qualsiasi altro cittadino francese e la maggior parte dei cittadini europei, il signor Bertrand era convinto di essere stato addirittura testimone oculare dell’accadimento di cui si faceva critico. «Ma ho visto le immagini!» avrebbe commentato il sindaco a propria difesa, addirittura stupito dello scandalo provocato tra i cittadini romani e italiani dalle sue dichiarazioni. In effetti, sulle prime pagine dei giornali francesi e sui rotocalchi, la notizia dell’elezione di Gianni Alemanno era stata illustrata con un abile taglio fotografico - di cui abbiamo avuto visione anche in Italia, ma con minore fortuna - che, da una panoramica della piazza del Campidoglio che ritraeva migliaia di cittadini in festa, era riuscito a estrapolare ad arte una decina di giovani che si sperticavano in saluti romani dalla scalinata nello sfondo. Chiunque abbia avuto visione della foto intera, non può che esprimere ammirazione professionale per chi sia riuscito a scovare il particolare e isolarlo in modo da manipolare così abilmente l’immagine dell’evento. Comunque sia, l’operazione è splendidamente riuscita. In tutto il mondo, infatti, l’elezione di un sindaco votato da milioni di cittadini romani, indipendentemente dalle appartenenze partitiche, è restata nell’immaginario come il trionfo di un manipolo di nostalgici. Perché dunque stupirsi del fatto che chi detiene ancora il potere dell’informazione non riesca a trattenersi dalla tentazione di farlo ancora e ancora e ancora? Chi se ne frega se infanghiamo una nazione intera, ne delegittimiamo il voto, rendiamo il nostro popolo oggetto di commenti razzisti e irrispettosi da parte dei nostri vicini invidiosi, quelli con cui magari dobbiamo andare domani a trattare acquisizioni di settori industriali strategici… Dall’elegante Magazine del Corsera di metà maggio apprendiamo che tra le 10 notizie più lette della settimana sfilano il “caso Noemi”, i battibecchi a distanza tra Silvio e Veronica sul divorzio e le fantomatiche veline candidate, la rabbia dei genitori della diciottenne per lo sciacallaggio mediatico, la diffusione sul web delle foto della festa di compleanno della suddetta ragazza e, solo al decimo posto, l’annuncio dell’intesa tra Fiat e Chrisler. Provate a chiedere domani a uno straniero se pensa all’Italia come ad una risorgente potenza industriale nel campo della produzione automobilistica, al sistema economico che meglio ha fatto sinora fronte alla crisi mondiale, oppure come al solito teatrino caricaturale da pizza, mandolino e gallismo. Ma tanto è tutta colpa di Berlusconi, i nostri giornalisti fanno solo il loro dovere, che è quello di informare il pubblico. Scegliendo adeguatamente, com’è ovvio, le notizie più “rilevanti”… |