| L’Aquila nuova |
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| Scritto da Marcello de Angelis |
| Martedì 09 Marzo 2010 00:04 |
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La ricostruzione dell’Aquila è entrata nell’immaginario nazionale e internazionale come una delle prove in base ai cui risultati l’attuale governo Berlusconi verrà ricordato. Nell’immediato, l’approvazione dell’operato è stata unanime, Guido Bertolaso è diventato una sorta di simbolo di una possibile nuova classe dirigente italiana: efficente, sobria, semplice e professionale. A distanza di un anno, purtroppo, l’entusiasmo sembra essere sfumato e sta lasciando spazio alla delusione o almeno al dubbio. Non è a causa dell’inchiesta che ha marginalmente toccato Bertolaso. La condanna per l’utilizzo improprio di brandelli di intercettazioni telefoniche volto a sporcare la sua immagine è stata unanime. Né sembra aver fatto molta strada il sospetto di un suo coinvolgimento diretto nel sistema di gestione improprio degli appalti oggi all’attenzione della magistratura. La delusione ha a che fare con la sensazione che, portata a conclusione con successo la prima fase della ricostruzione, con il piano C.A.S.E. e l’effettiva restituzione di un alloggio alla maggior parte di coloro che erano rimasti senza tetto, la progressione si sia interrotta. Questo senso di abbandono è stato certamente alimentato con impegno da alcuni media e dalle organizzazioni politiche dell’opposizione cittadina e nazionale, che stanno conducendo con impegno una campagna politica volta a smontare l’impressione che l’esecutivo di centrodestra abbia dato risposte reali e sostenere invece che, conclusasi una prima fase di grande proiezione mediatica, il governo abbia di fatto abbandonato gli aquilani. Non giova il fatto che, in contemporanea alla importante sfida nazionale delle Regionali, sul territorio aquilano si svolgeranno invece le elezioni provinciali, slittate a causa del sisma. In Abruzzo il centrosinistra ha perso tutte le più recenti elezioni di rilievo: ha perso le Regionali e successivamente le tre Provinciali di Teramo, Chieti e Pescara. Particolarmente significativa è stata la sconfitta alle Comunali di Pescara, considerata da sempre il cuore del sistema della sinistra abruzzese. Il centrosinistra si trova oggi ad affrontare le Provinciali dell’Aquila con un presidente uscente, Stefania Pezzopane, che ha avuto l’indubbia capacità di godere di una visibilità mediatica comparabile a quella di Silvio Berlusconi per tutto il periodo dell’emergenza e che secondo le ultime “classifiche” del Sole24 è risultata prima assoluta nel gradimento dei presidenti di Provincia di tutta Italia, e con il sindaco del Capoluogo, l’ex deputato del Pd Massimo Cialente, che subito prima del sisma era considerato da tutti a grave rischio di tenuta ma che oggi viene dato in evidente rimonta. Per il centrosinistra, vincere a L’Aquila darebbe un segnale di tenuta che dimostrerebbe in tutta Italia che il trend negativo può essere arrestato o addirittura invertito. Per converso, la classe dirigente del centrodestra, dell’Aquila e dell’Abruzzo, della cui rappresentanza parlamentare anche io faccio parte, non si è dimostrata altrettanto consapevole delle problematicità che la gestione del dopoterremoto e la sua coincidenza con la tornata elettorale possono comportare. Nella comunicazione preelettorale e nella formazione delle liste ci si è comportati come se si trattasse di una elezione “qualsiasi”. La manifestazione del 28 febbraio - alla quale i media hanno ovviamente dato un’attenzione enorme - in cui migliaia di aquilani hanno tentato di forzare il blocco della zona rossa per rimuovere simbolicamente le macerie, non va letta come una mera mobilitazione elettorale dell’opposizione, ma come un sintomo allarmante del senso di abbandono che sta dilagando nella città. In questo momento, in cui tutto ciò che riguarda L’Aquila acquista un valore di polemica strumentale e ovunque si può essere tentati di negare, per convenienza, chi gli errori e chi, per antagonismo, i successi, noi abbiamo preferito proporci come luogo di incontro e confronto di proposte e visioni. Finite le elezioni, gli effetti del terremoto non saranno ancora svaniti: L’Aquila sarà ancora da ricostruire. E noi saremo lì, chiunque vinca, |
| Ultimo aggiornamento ( Martedì 09 Marzo 2010 00:06 ) |