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di ANDREA CANGINI — ROMA — Grande è lo stupore dei giornalisti ‘democratici’ nel vedere Marcello De Angelis nel ruolo di «colomba» guidare i «pontieri» del Pdl. Ma come, dicono, uno con un passato fatto di galera e confronto fisico, neofascismo e Terza posizione... «Se è per questo sono stato anche alteta, campeggiatore e giornalista. La stupisce?». No, però...
«Che vuole che le dica, a diciott’anni ho fatto scelte coerenti con le idee in cui credevo ed ora che di anni ne ho cinquanta non sono meno coerente d’allora».
In che senso? «Sono stato eletto nel Pdl, resto nel Pdl. Ma faccio politica e ritengo che la politica sia buonsenso e mediazione». L’impressione è che voi pontieri siate la punta di un iceberg. «Impressione corretta. La maggioranza dei parlamentari del Pdl e di Fli vorrebbe ricomporre la frattura perché si rende conto che ad uscirne con le ossa rotte sarà l’intero centrodestra». C’è però una minoranza di falchi. «Sì, e come sempre sono più visibili delle colombe. Chi tratta non fa chiasso, e viceversa». Sembra tardi per trattare. «Ci si è spinti molto avanti, vero». Perché? «Dalla parte di Fini come da quella di Berlusconi hanno prevalso i cattivi consiglieri, quelli che volevano lo scontro senza curarsi delle conseguenze. Naturalmente, le motivazioni dei singoli parlamentari sono diverse: c’è chi è spinto da fedeltà personale, chi da moventi ideologici, chi da bassi interessi». Nel Pdl come in Fli? «Nel Pdl come in Fli». Molti di voi sono legati da lunga militanza e da vera amicizia... «Certo, e il mio ruolo di pontiere si spiega anche col fatto che sono amico, ma amico davvero, di molti finiani: Moffa, Raisi, Perina, Granata, Di Biagio...». Vi aspetta una campagna elettorale combattuta a colpi di «traditore» e «servo di Berlusconi». «Non credo. Non per quanto mi riguarda. So per esperienza che si possono fare scelte politiche diverse senza per questo compromettere i rapporti umani». Esiste il tradimento in politica? «Si dice che in politica non esistono amici ma solo complici. Ho cominciato quando le scelte politiche erano ‘fino alla morte’ e la militanza ‘cameratismo’, ma grazie a dio quel clima non c’è più. Rispetto le scelte di tutti, farò campagna per il Pdl più che contro Fli». Come finirà? «Credo che avremo la fiducia anche alla Camera, ma sarà talmente risicata che Berlusconi dovrà avviare una nuova fase per Pdl, maggioranza e governo». Crede nel Berlusconi bis? «Ci spero. Ma so che se non si realizza nell’arco del prossimo mese si andrà dritti alle elezioni: Fini dovrà dar vita non a un ‘nuovo centrodestra’ come dice lui, ma ad un’Udc allargata e alcuni del Fli, spero i migliori, torneranno in parlamento». Ha avuto contatti col Pd? «Altro che. Vengo quotidianamento abbordato da deputati del Pd che mi supplicano di trovare un accordo con i finiani: sa, sono terrorizzati dalla prospettiva delle elezioni...». |