Home Archivio Articoli 2009 Il premier astuto. Ma è solo un rinvio
Il premier astuto. Ma è solo un rinvio PDF Stampa E-mail
Scritto da di Fabio Martini   
Martedì 28 Aprile 2009 15:26
Intervista all'On. Marcello de Angelis - di Fabio Martini - La Stampa (25 aprile 2009)
 
Marcello De Angelis non batte ciglio: «Berlusconi, anche in questo caso, è stato astuto ... ». In che senso? «Lo era stato celebrando il 25 Aprile in modo sensazionale allo scopo di togliere all'opposizione l'ultima spiaggia polemica. Ora, annunciando il ritiro del nostro disegno di legge per l'istituzione dell"'Ordine del tricolore" per tutti i combattenti ha rimosso una resistenza strumentale. Ma la questione è solo rinviata».
 
Quarantanove anni, deputato del Pdl (ex An), un passato movimentato da militante (e cantautore) dell'estrema destra dura, De Angelis è uno dei fìrmatarì del ddl per l'equiparazione tra partigiani e repubblichini ora "accantonato" da Berlusconi. Sorpreso? «L'iniziativa del premier forse non era necessaria, perché una proposta basta non calendarizzarla e a fine legislatura decade. Tra l'altro se fosse andata avanti, avrebbe potuto essere modificata». Lei si è pentito?
 
«No. Ho fìrmato la proposta perché, dal punto di vista umano, militare e della ricerca storica, la questione non è tutta in bianco e nero e noi firmatari continuiamo a pensare che il riconoscimento ai combattenti della Repubblica sociale sia un fatto logico». Non è il primo tentativo finito male ... «Il problema è soltanto rinviato. I tempi forse non sono maturi. La Rsì, avendo avuto un enorme numero di volontari, non richiama la memoria di una sola parte, ma di tante famiglie, magari diventate antifasciste, ma che hanno avuto tra i parenti un combattente.
 
Forse quando tutti gli ex partigiani e tutti gli ex repubblicani saranno deceduti, si potrà affrontare serenamente una questione che appartiene alla storia e che non si può trascinare come le antiche diatribe che hanno diviso per secoli guelfi e ghibellini, borbonici e filopiemontesi». Il vostro ddl voleva far diventare cavaIleri della Repubblica coloro che si batterono per un ordine europeo basato sulla supremazia razziale: le pare sostenibile? «Mi sembra una forzatura storica sostenere che la Repubblica sociale avesse come riferimento la supremazia razziale tipica del nazionalsocialismo.
 
Non credo che la razza fosse al centro della riflessione di chi combattè per la Rsi, giovanissimi come Dario Fo, Walter Chiari, Giorgio Albertazzi o Raimondo Vianello. Noi pensiamo di dare un riconoscimento, seppur postumo, alla purezza delle intenzioni giovanili di tutti quelli che aderirono». Anche Goering, Kesserling, Goebbels possono aver avuto intenzioni giovanili pure, ma non per questo la Repubblica di Germania ha conferito loro riconoscimenti postumi ... «Questo è un problema che eventualmente si porranno i tedeschi.
 
Ma gli storici, anche ebrei e antifascisti, banno oramai dimostrato la differenza molto forte non solo tra fascismo e nazionalsocialismo ma anche tra caloro che vi aderirono». In questi giorni non I. è parso brusco il passaggio di alcuni ex missini di An dall"'agnostidsmo" all'antifascismo mili· tante? «Antifascismo militante direi proprio di no, mi scusi ma mi sembra un'espressione esagerata». Bene, ma che effetto le ha fatto Alemanno che ha «ripudiato" il disegno di legge firmato anche da lei, per anni direttore della rivista della vostra comune coro rente? «Alemanno? A parte i rapporti politici, lui mi ha sposato, è uno di famiglia e lo resterebbe anche se appartenessimo a partiti diversi.
 
Nel momento in cui è diventato sindaco di tutti i romani, dolorosamente ha dovuto sacrificare la propria storia personale, facendosi carico di tutte le storie. In questo caso parliamo del sindaco di una città medaglia d'oro della Resistenza, con una comunità ebraica che ha avuto un periodo di sofferenza che non ha dimenticato».
Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 29 Aprile 2009 20:45 )