Home Articoli Delitti d'onore e volti coperti: l'Islam non c'entra
Delitti d'onore e volti coperti: l'Islam non c'entra

Scritto da Germana, 12-10-2009 12:37

Pagina vista : 1082    

Pubblicato in : , Articoli 2009


Ci sono oggi in Italia persone - alcune in buona fede, altre no -  che ritengono che "l'Islam sia il nemico". Ovviamente queste riflessioni non sono rivolte a loro, che non sarebbero disposti a priori ad ascoltarle. La realtà politica ci ha abituati che non è vero che si possa dialogare con tutti, perché alcuni, aprioristicamente, non sono interessati, ma cionondimeno, anche se si rischia di dire cose scomode, è necessario affermare ciò che si ritiene sensato e ragionevole. E' diventato quasi scontato dire che la religione islamica sancisca una sottomissione brutale della donna che giunge a prescrivere umiliazioni e addirittura punizioni violente che possono ammettere anche l'omicidio nei confronti di chi venga meno alle imposizioni. Questa convinzione, inutile dirlo, riduce un miliardo di persone al rango di potenziali torturatori e omicidi in virtù della propria fede. Un milione di costoro vivono nel nostro Paese e più dell'uno per cento di questi sono nostri connazionali. Questo può legittimamente indurre, almeno chi creda all'assunto sull'insita criminalità dell'osservanza musulmana, a nutrire fondate paure per il futuro della nostra società, immaginando scenari da incubo in cui ben presto anche alle nostre donne saranno imposti burka, catene, lapidazioni e infibulazioni. La ragione, per fortuna, ci induce ad essere meno pessimisti. Se fosse vero, come alcuni affermano, che l'omicidio della moglie o della figlia disubbidiente risponda a prescrizioni religiose, in Italia avremmo centinaia di uccisioni ogni anno anziché due tragici ma isolati casi. Basta purtroppo scorrere gli archivi delle agenzie di stampa per riportare alla propria memoria  che casi analoghi si verificano con notevole frequenza, in tutte le province d'Italia e per mano di nostri connazionali con la nostra stessa educazione e le medesime tradizioni. Sono drammi provocati dalla gelosia, da un insano senso di possesso, dall'incapacità di educare o dalla propria arretratezza culturale. Gli stessi elementi che hanno portato agli omicidi delle due ragazze musulmane che, secondo la vulgata della stampa, erano colpevoli di voler vivere "all'occidentale".Quanti di quei giornalisti e quanti lettori ricorderanno che in Italia il cosiddetto delitto d'onore è stato abolito meno di trenta anni fa? E quanti ne ricordano la terribile formulazione secondo la quale chiunque uccidesse "il coniuge, la figlia o la sorella" colpevoli di aver "leso l'onore della famiglia" era passibile di una pena che andava dai tre ai sette anni di carcere? Stiamo parlando di una norma in vigore fino al 1981, frutto di un clima e di una cultura che evidentemente era parte costituente della nostra società, ma che musulmana certo non era. Si trattava dell'articolo 587 del codice penale che, per avere un quadro chiaro, prevedeva anche che "alla stessa pena soggiacesse chi, nelle dette circostanze, cagionava la morte della persona che fosse in illegittima relazione carnale col coniuge, con la figlia o con la sorella...". Questa era la legge italiana fino a tre decenni orsono, una legge, per altro, civile e non religiosa. Non è irrilevante ricordare che questa norma vigeva prima che in Italia fosse legalizzato il divorzio - che è invece parte integrante del diritto di famiglia islamico e può essere chiesto anche dalla moglie - e che legittimamente si sospettava che alcuni coniugi stanchi del matrimonio vi ricorressero per liberarsi del vincolo, situazione rappresentata in modo tragicomico e magistrale dal film "Divorzio all'italiana" con Marcello Mastroianni e Stefania Sandrelli. Quindi, in materia di rapporti tra coniugi, trenta anni fa in Italia eravamo più arretrati dei musulmani che oggi vorremmo educare.C'è poi la questione del velo, di cui tutti sembrano essere improvvisamente esperti. Ci sono addirittura persone che sulla questione cercano di costruire una notorietà personale e una carriera politica, tanto da sostenere, quando recentemente la più alta autorità religiosa di tutti i musulmani sunniti, lo sceicco Mohammad Tantawi, ha proibito ad una ragazza di tenere il volto coperto all'università del Cairo affermando che si tratta di un’usanza tribale che nulla ha a che fare con l'Islam, che lo stesso sceicco avrebbe agito così grazie alle loro pressioni...Non molti hanno chiaro cosa sia il burka, un assurdo tubo di tessuto che copre integralmente il corpo permettendo la vista dall'interno grazie ad una fitta rete che copre gli occhi. Si tratta di un indumento in uso solo ed esclusivamente presso alcune tribù afgane, che rappresentano una irrilevante minoranza nell'immensità della popolazione islamica mondiale. Anche in alcune parti della penisola arabica le donne, per tradizione tribale, sono integralmente coperte e, in alcuni casi, si coprono il volto con delle splendide mascherine di argento cesellato anziché col velo. Ma tutto ciò, com'è noto a chiunque conosca l'Islam, non ha nulla a che fare con i dettami religiosi. Il Corano, peraltro scritto più di mille anni fa, sostiene che le donne debbano coprirsi il capo e non fare mostra del corpo ad eccezione di mani e piedi, ma non prescrive assolutamente che si nasconda il viso. Nel Paese islamico più popoloso del mondo, l'Indonesia, le donne non hanno nemmeno l'obbligo di coprirsi il capo. Vale la pena però di ricordare che in molti luoghi, anche in tempi recenti, le donne si coprono il volto dinanzi agli sconosciuti per semplice modestia, un gesto istintivo di protezione della propria intimità. La misura del decoro infatti, non è assoluta e ognuno misura la virtù e la vergogna secondo canoni diversi. In Giappone, ricordava Mishima, la nudità e l'intimità corporale non sono cose per cui si prova vergogna, mentre è considerato assolutamente indecoroso e addirittura offensivo dare mostra delle propri emozioni e delle proprie opinioni. Anche da noi, per fortuna, almeno nei luoghi sacri, è naturale coprirsi il corpo e spesso anche la testa e fortunatamente ci sono preti che sono tornati a pretendere che non si entri in Chiesa con minigonne, scollature eccessive o pantaloni a vita bassa. Eppure c'è qualcuno che ritiene che siano pretese eccessive persino queste. Il fatto che dovrebbe essere chiaro invece è che, mentre può essere considerato offensivo per gli altri abbassare il livello del pubblico decoro, nessuno può considerarsi offeso se qualcuno innalza il proprio. Più chiaramente: si può essere offesi dal fatto che qualcuno giri in pubblico troppo scoperto, ma non certo dal fatto che sia troppo coperto. Credo sia universalmente accettato che sia più volgare una gonna troppo corta che una troppo lunga.La giustificazione ultima delle crociate contro l'abbigliamento troppo morigerato, è che questo venga in realtà imposto dagli uomini alle donne e non portato per libera scelta e questo malgrado queste ultime continuino a sostenere che questo non è vero. Bisogna ammettere che l'idea che una donna sia più libera nella misura in cui può mostrare il corpo in giro e modificarselo con interventi estetici è però un notevole impoverimento della dignità femminile. Rimane il problema oggettivo dell'impossibilità di identificare una persona che giri col volto coperto, per motivi ovvi di sicurezza e legalità.A tale proposito la proposta di alcuni parlamentari leghisti di prevedere l'arresto per le donne che si mostrino in pubblico col volto coperto è sicuramente eccessiva, ma vale la pena di ricordare che la nostra legislazione prevede già la possibilità di fermare chiunque giri con un travisamento o occultando le fattezze per identificarlo e impone delle sanzioni per chi contravvenga al divieto. Purtroppo è difficile credere che chi proponga leggi contro l'utilizzo del velo lo faccio con la sincera preoccupazione di garantire la sicurezza e non piuttosto per vessare delle persone di cui gli risulti sgradita la presenza sul suolo nazionale per altri motivi. Certo è che una via di mezzo tra il burka e l'abbigliamento alla Britney Spirce adottato da un numero sempre crescente di nostre minorenni a mio avviso esiste e che un po' più di decoro non farebbe poi così male anche alla nostra società.
Riporta questo articolo nel tuo sito Stampa Spedisci ad un amico Leggi tutto...
Delitti d'onore e volti coperti: l'Islam non c'entra
PDF